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12/02/12

Nuova Tunisia: Libertà Si, ma non per i gay

Nella 'nuova' Tunisia 'democratica': al bando Gayday, la rivista omosessuale

Durante un’intervista alla emittente televisiva “TnMedias”, il ministro per i dirtti umani ha sostenuto che "la libertà di espressione ha dei limiti" 

Gayday magazine. Tante le cose cambiate nella nuova Tunisia, quella della “Rivoluzione dei Gelsomini”. Ora anche la comunità omosessuale ha il coraggio di uscire allo scoperto con una rivista, “Gayday magazine”, “La prima rivista gay dalla Tunisia”, come si legge nella home page del blog arabo. Ora tutti hanno il diritto di esprimere il proprio orientamento sessuale, oppure no? Libertà repressa. Sulla questione si è esperesso, Samir Dilou, del partito islamico Ennahda, eletto ministro per i diritti umani, dopo le prime libere elezioni nella Tunisia “democratica”. Durante un’intervista alla emittente televisiva “TnMedias”, il ministro ha sostenuto che «la libertà di espressione ha dei limiti (…) gli omosessuali sono cittadini, ma devono rispettare le linee rosse disegnate dalla nostra religione, dalla nostra tradizione e dalla nostra civiltà». Il ministro ha dichiarato, inoltre, che «le perversioni sessuali non sono certo un diritto umano, gli omosessuali dovrebbero farsi curare» e, di conseguenza, non sono ammissibili riviste come Gayday magazine. Omofobia “moderata”. La linea censoria di Samir Dilou va inscritta in una tradizione culturale, tipica di molti Paesi arabi e africani, decisamente omofoba, al punto da ricorrere, a seconda degli Stati, a punizioni corporali, carcere, tortura o pena di morte per chi viene riconosciuto come omosessuale. In tale contesto, la posizione del ministro tunisino è decisamente moderata e si spera che gli effetti della “Primavera araba” si facciano sentire sul lungo periodo, portando al pieno riconoscimento del diritto di espressione per tutti, indistintamente. (di Giovanna Fraccalvieri)

 Fonte: New Notizie e gaynews

24/11/11

Intersessualità in Marocco

Pubblichiamo questo comunicato stampa di Kifkif Italia sul caso di una donna intersessuale marocchina scambiata per un travestito e che perciò ha rischiato il linciaggio.


Ora: Nador, 23 Novembre 2011shadia
Da: Consiglio di Amministrazione del Gruppo KifKif
A: tutti i media e le associazioni per i diritti umani

Domenica (20/11/2011), nel complesso sportivo della città “Nador” dove era organizzato una manifestazione elettorale locale per l'elezione del 25 novembre .
Una cittadina Marocchina di nome “Shadia” ha rischiato l'insciaggio dalla folla che li credeva un Uomo .
“Shadia” soffre di un squilibrio ormonale si è presentata alla manifestazione insieme alla sua nipote di 12 anni .
In mezzo alla folla, ha attirato il sospetto di alcuni presenti che credevano che lei era un uomo, che stava molestando una bambina e cosi l'hanno aggredita a calci, pugni e bastonate fino all'arrivo della polizia che gli ha portata alla questura per accertamenti sulla sua vera identità .
Dopo che la polizia si accertata sulla verità di Shadia, l'hanno accompagnata a casa sua insieme alla nipote .
In un Video diffuso su you-tube, Shadia ha deciso di non uscire più da casa sua perché se è sentita molto offesa e maltratta dalla società che la guardata sempre con disprezzo su una cosa che lei non ha colpa .
Noi Gruppo KifKif abbiamo espresso con forza la nostra indignazione sulla violenza contro le persone in strada, chiedendo alle autorità interessate a indagare sulla questione e di individuare i colpevoli il prima possibile .
denunciamo quella che si definisce "una barbarie indegna di un paese detto civile, il dramma e la inaudita violenza subita in piazza da una giovane ragazza .
Noi non possiamo in alcun modo accettare questo tipo di violenza, è di dare copertura legale con il pretesto che le azioni della vittima rischiava di offendere la pubblica decenza.
questo e un attacco disgustoso e contrario alla dignità umana e ai diritti umani .
Questo è anche l'impatto dell'articolo 489 del Codice penale - che viene usato per criminalizzare l'omosessualità, cosi è diventato un strumento per estorsione, molestie e aggressioni in pubblico con il pretesto di proteggere la morale .
Chiamiamo le autorità a una responsabilità chiara ed esplicita per gli autori e proteggere la privacy di "Shadia", oltre a lavorare su alleviare lo stigma che colpisce i membri della comunità LGBT attraverso le persone e le associazioni che si occupano seriamente con i loro obblighi sui diritti umani .
Il Gruppo KifKif


  
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21/11/11

Sosteniano la prima manifestazione per i diritti gay in Egitto

L'appello è stato lanciato da alcuni coraggiosi bloggers e già sta facendo il giro del mondo con sostegni, ma anche minacce ed insulti omofobici, ma il dado è tratto. In un egitto infuocato da nuovi gravi scontri con un governo provvisorio dimissionario, la notizia ha dell'incredibile: I gay egiziani lanciano un appello per la loro dignità e il loro diritto all'esistenza e si daranno appuntamento il 1° Gennaio 2012 in piazza Tahrir, la piazza del Cairo che è stata una delle piazze della "Primavera Araba" che non è ancora del tutto finita. Adesso spetta a noi, come potremo, sostenerli ed incoraggiarli.

Leggi la notizia su:
La stampa - Egitto: 1. gennaio, manifestazione pro gay in piazza Tahrir

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24/07/11

Interviene l'UNCHR nel caso del Marocchino gay

La questura ritarda la notifica. K., omosessuale, rischia l'espulsione
Si trova in Italia da prima del 2009; era finito in carcere per detenzione di stupefacenti; quando è uscito, ha chiesto la protezione internazionale perché nel suo Paese rischia la vita

Sabato 23 Luglio 2011
da la Repubblica - Bologna

giovane marocchino aveva chiesto la protezione internazionale perché nel suo paese, per il suo orientamento sessuale, rischia la libertà e la vita. Interviene l'Alto commissariato per i rifugiati, che chiede chiarimenti alla Questura di Bologna

K.A.H. è un giovane marocchino omosessuale. Si trova in Italia da prima del 2009; era finito in carcere per detenzione di stupefacenti; quando è uscito, ha chiesto la protezione internazionale perché nel suo Paese rischia la libertà e la vita a causa del suo orientamento sessuale.

K.A.H. rischia però di non poter rimanere in Italia: i suoi legali, Raffaele Miraglia e Barbara Spinelli, puntano il dito contro una mancata notifica da parte della Questura: "Il caso è frutto della pervicace omissione di compiere un atto dovuto da parte di qualche poliziotto dell'Ufficio Asilo della Questura di Bologna (doveva fare una notifica) e dell'omissione da parte del Tribunale di Sorveglianza di prendere in esame la richiesta di sospensiva dell'espulsione inoltrata con l'appello del 20 aprile 2011".

Gli avvocati avvertono che ieri sera è intervenuto l'Alto commissariato per i rifugiati (Unhcr), che ha richiesto notizie in Questura. Questa mattina è stato inoltrato un ricorso urgente alla Corte europea dei diritti dell'uomo, la quale ha già richiesto all'Italia di fornire copia della decisione con cui è stato concessa la protezione umanitaria al cittadino marocchino.

23/07/11

Arcigay: Appello per aiutare un cittadino marocchino

Da Ufficio Stampa Arcigay: 22 Luglio 2011
Arcigay esprime grande preoccupazione per il rischio di rimpatrio di K.,cittadino marocchino trattenuto in un CIE, e che ha fatto richiesta di protezione internazionale (decisa presumibilmente in termini positivi dalla Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Torino).
La causa del trattenimento di K. e del rischio di rimpatrio è data dal fatto che, nonostante numerose richieste avanzate dalla sua avvocata, la Questura dal maggio 2010 non ha ancora notificato a K., che era in carcere, la decisione della Commissione Territoriale.
K. non dovrebbe essere neppure trattenuto e, come ogni richiedente asilo, è inespellibile, cioè ai sensi dell’art. 7 del d. lgs. 25/2008 ha diritto a rimanere sul territorio dello stato per tutto il tempo della procedura di riconoscimento.
Se K. tornasse in patria sarebbe esposto a gravissimi rischi. Abbiamo gia allertato CEDU e ACNUR ,ma rivolgiamo un appello alle Istituzioni e a tutte le forze politiche perché intervengano il più presto possibile a salvaguardia della vita e della libertà di questo ragazzo.
Paolo Patanè . Presidente nazionale di Arcigay
Giorgio Dall’Amico . Responsabile nazionale Migranti di Arcigay
Il Milk Center è la sede di Arcigay Pianeta Urano, Arcilesbica Juliette & Juliette (VR) e GASP più altri gruppi ed associazioni, si trova in Via Nichesola, 9 (VR) - è aperta a seconda del calendario delle attività. Contatto : 349.3134852 info@arcigayverona.org OPP. verona@arcilesbica.itper avere informazioni iscriviti alla NEWS LETTER ed ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST